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ENNA: SETTIMANA
SANTA
Questa
provincia nascosta all’interno della Sicilia e protetta da
Demetra si distingue per tradizioni del tutto peculiari. Uno dei
momenti più suggestivi per visitare Enna è la Settimana Santa, i
cui riti risalgono alla dominazione spagnola. Allora le
confraternite vennero autorizzate dal sovrano a costituirsi
liberamente come organizzazioni religiose, partecipando così
attivamente alla vita sociale della città con ruoli ben
definiti, dal sostentamento dei poveri all’assistenza dei
condannati a morte. Oggi le confraternite, sia pure in numero
ridotto, svolgono ugualmente un ruolo fondamentale come
animatrici della Settimana Santa. Ogni confraternita, nel giorno
e nell’ora stabilita, parte in processione dalla propria chiesa
fino a raggiungere il Duomo dove si celebra il rito funebre: la
prima a muoversi è la confraternita della Passione che, lungo il
tragitto, preleva la vara
della Vergine, ospitata dalla chiesa dell’Addolorata. Il giorno
di Pasqua, sempre in piazza Duomo, i simulacri del Cristo
Risorto e della Madonna s’incontrano per la cosiddetta Paci,
nel pomeriggio, dopo la benedizione, avviene invece la
Spartenza e i due simulacri ritornano nelle rispettive
chiese di appartenenza.
Centro storico • Pasqua
www.apt-enna.com
• AGIRA: PRESEPE
VIVENTE
Di
grande suggestione è il Presepe Vivente, nato nel 1989 in questa
cittadina, patria di Diodoro Siculo, dal tessuto urbano
piuttosto ben conservato e articolato in una complessa rete di
percorsi di chiara matrice islamica. È l’unico in Italia a
svolgersi proprio durante la notte di Natale. Alla
rappresentazione, che ha luogo nella zona più antica del paese e
trova il suo epilogo nel Castello, partecipano più di cento
figuranti in costumi del tempo, tra musiche, poesia, canti. Ma
il Presepe Vivente di Agira non è soltanto un modo per rivivere
in maniera suggestiva la Natività: fin dalle prime ore della
serata, infatti, i figuranti rievocano gli antichi mestieri,
dallo zampognaro alla filatrice, dal falegname al pastaio. Oltre
alla Natività, momenti di grande suggestione sono
l’Annunciazione dell’Angelo a Maria e l’ingresso a Betlemme di
Maria e Giuseppe.
Centro storico • 24-25
dicembre
www.comune.agira.en.it
• PERGUSA:
STAGIONE MOTORISTICA
Oltre alle sue attrattive
naturali, che ne fanno uno dei luoghi preferiti dagli
appassionati di natura e ambiente, Pergusa è rinomata per il suo
autodromo. Creato nel 1951, si sviluppa per 4950 km, ha una
larghezza media di 14 metri e una capienza di oltre ottomila
posti. Nel 2004 il circuito è stato teatro di rilevanti gare.
Tra queste, la “24 ore di Sicilia”, che si disputa insieme alla
“Sei ore Endurance Touring Cars”, il Gran Premio del
Mediterraneo, gara prestigiosa che comprende la Formula
3000 Euro Series, il Premio Pergusa, con il
Campionato Italiano Velocità Turismo, il Campionato
Italiano Superproduzione, il Campionato Italiano di
Formula 3 e il Campionato Italiano GT. Il programma
ha previsto, inoltre, tre prove del Campionato Regionale
Proserpina di Motard e Scooter e due gare su strada.
Quest’anno, le manifestazioni motoristiche
avranno luogo da aprile ad ottobre.
Autodromo di Pergusa •
aprile-ottobre
www.autodromopergusa.it
• PIAZZA
ARMERINA: PALIO DEI NORMANNI
 Ogni
anno Piazza Armerina rivive atmosfere e suggestioni medievali
con il Palio dei Normanni, manifestazione che, insieme alla
Villa Romana del Casale e ai suoi mosaici, ha reso celebre la
cittadina. Istituito nel 1952, il Palio rievoca le gesta di
Ruggero d’Altavilla che, nel 1071, cacciò i Saraceni e s’insediò
in Sicilia. Secondo la tradizione, papa Nicolò offrì al sovrano
un vessillo raffigurante una Madonna con Bambino. Il sovrano
donò il vessillo
a
Piazza Armerina. Dal 12 al 14 agosto di ogni anno, le giornate
si susseguono tra riti sacri e profani, seguendo rigorosamente
un iter, suggerito dalla tradizione. Il primo giorno, una
lampada accesa viene portata in corteo al Duomo e messa ai piedi
del vessillo della patrona. Il secondo giorno viene rievocato
l’ingresso trionfale di Ruggero d’Altavilla in città, mentre il
terzo e ultimo giorno prevede una giostra medievale con prove di
abilità che coinvolgono cinque cavalieri per ogni quartiere. Al
termine, una processione si snoda lungo le vie cittadine.
Centro storico • 12-14 agosto
www.paliodeinormanni.it
• QUATTRO
PASSI IN PROVINCIA
Enna, belvedere di Sicilia
Il
capoluogo di provincia più alto d’Italia (931 m) è un belvedere
naturale che si estende sulla sommità di un monte ammantato di
nebbia anche in piena estate, nel cuore della Sicilia. I Sicani
vi introdussero la coltivazione del grano, cui si lega il mito
di Cerere e Proserpina: sullo sperone roccioso detto rocca di
Cerere
rimangono ancora i resti del tempio dedicato alla
dea. Se si indugia ancora a est della città, lo sguardo è
catturato dalla mole del Castello di Lombardia. La visita
da qui segue il tracciato di via Roma, che conduce fino al
Duomo (XIV-XVI secolo): la facciata si erge su un’alta
scalinata ed è sormontata da una torre campanaria del Seicento.
L’interno è a tre navate, tutto giocato sul contrasto tra i
fusti delle colonne, realizzati in scura pietra lavica, e le
chiare decorazioni delle arcate ogivali, che indirizzano lo
sguardo verso il ricco soffitto ligneo a cassettoni. Alle spalle
è il Museo Alessi, con l’eccezionale collezione
numismatica del canonico Giuseppe Alessi, la pinacoteca e il
Tesoro del Duomo. Nelle sale del vicino palazzo Varisano,
in stile barocco, sono esposti i reperti del Museo
Archeologico, in gran parte relativi alla colonizzazione
greca (VI secolo a.C). Degne di segnalazione la chiesa barocca
di San Giuseppe, in piazza Coppola, dalla tipica facciata
a torre (così caratteristica dei luoghi di culto ennesi) e la
chiesa di San Tommaso, che si incontra oltrepassando via
Pergusa; il suo campanile è in realtà un’antica torre
appartenente alla cerchia muraria difensiva. Una sosta richiede
anche la torre di Federico II, peraltro visibile da più
punti della città: costruita nel XIII secolo sulla cima di una
collina, ha base ottagonale ed è alta 24 m. Secondo alcuni
studiosi, la torre starebbe a indicare l’umbilicus Siciliae,
cioè il centro dell’Isola. Che sia valida o no tale
interpretazione, la sua struttura esibisce l’inconfondibile
stile federiciano: come l’impianto ottagonale (simile a Castel
del Monte), la disposizione su più piani e la quasi totale
assenza di ornamentazioni. Inoltre, come Castel del Monte, si
vuole avesse anche una funzione di misurazione astronomica, cioè
per determinare il rapporto spazio-tempo nel momento
dell’ingresso nel solstizio d’estate.
Agira, città di San Filippo
Una
delle più antiche città della Sicilia centrale si estende sulle
pendici del monte Teia e domina la fertile valle del fiume
Salso. Guardando in ogni direzione si può godere uno splendido
panorama, che spazia dai monti circostanti alla pianura di
Caramitia, fino a scorgere a nord-ovest la sagoma dell’Etna. La
sua remota fondazione è comprovata dai ritrovamenti archeologici
che attestano la presenza di abitati umani del Paleolitico,
Neolitico ed età del Bronzo. Ad Agira giunse nel I secolo d.C.
il taumaturgo siriaco Filippo, cui è dedicata la chiesa
dall’interno a tre navate costruita nei primi decenni del XIV
secolo e rimaneggiata alla fine del Settecento.
È ancora al patrono San Filippo che la tradizione
attribuisce la fondazione dell’Abbazia, il cui attuale
interno risale alla ricostruzione avvenuta nel Settecento. Da
una scala nella navata sinistra si accede alla Cateva,
grotta nella quale il santo morì e fu sepolto. Altri edifici
religiosi importanti sono la chiesa di Sant’Antonio di Padova,
eretta nella prima metà del Cinquecento e ricostruita dopo il
1693, quella del Santissimo Salvatore, il cui impianto
originario risale al XII secolo, e la chiesa di Santa Maria
Maggiore, di epoca normanna e con l’interno a due navate.
Sulla cima del monte, che doveva essere fortificata già in età
greca, restano le tracce dell’antico castello, probabilmente una
costruzione sveva che era però
Pergusa, Proserpina e una Riserva Naturale
L’abitato
di Pergusa si è sviluppato agli inizi del secolo scorso sulle
sponde dell’omonimo lago, una decina di chilometri a sud di Enna.
Legato al mito del ratto di Proserpina, il lago è di
origine plutonica e privo di immissari o emissari. È un luogo di
sosta per gli uccelli migratori, attratti dalla fitta
vegetazione che lo circonda: intorno crescono infatti piante di
eucalipto, ed è anche circondato dal tracciato dell’autodromo.
Questo bacino naturale di acque lievemente
salmastre, il più interno della Sicilia, rimane un’area di
notevole interesse naturalistico: il lago è stato infatti
dichiarato Riserva Naturale Speciale in virtù dei
periodici processi di arrossamento delle sue acque, dovuti a
fenomeni iologici e di solforiduzione: con ciclo decennale, le
acque si colorano infatti di un rosso carminio, tanto che più
volte si è parlato di “lago di sangue”. Nelle vicinanze si può
anche visitare il sito archeologico di Cozzo Matrice,
dove alla fine degli anni Settanta sono state scoperte tombe a
camera di una necropoli rupestre, tracce di capanne dell’età del
Rame e un lungo tratto di mura difensive.
Piazza Armerina: la villa, ma non solo
Dire
Piazza Armerina equivale a correre immediatamente con il
pensiero ai bellissimi mosaici romani della Villa del Casale,
fuori dal centro abitato. Gli scavi condotti a partire dal 1929
hanno infatti riportato alla luce un vasto edificio del IV
secolo d.C. che comprende quaranta locali, sistemati a terrazze
per adeguarsi alle caratteristiche del territorio e raggruppati
in quattro sezioni: ingresso principale e area termale,
peristilio con soggiorno e foresteria, ambienti privati e
basilica, triclinio e cortile ellittico. Quasi tutti gli
ambienti sono pavimentati con mosaici policromi che illustrano
scene mitologiche e immagini di vita quotidiana. Il più famoso è
forse quello delle Fanciulle in bikini, che raffigura
dieci donne che indossano sgambati costumi a fascia: alcune
hanno in mano attrezzi ginnici, altre danzano, giocano o
corrono, mentre una ha la testa cinta da una corona e porta in
braccio un ramo, simboli entrambi di vittoria in una
competizione. Ma la fama della villa, la testimonianza più
rilevante della civiltà romana nell’Isola, ha a lungo tenuto
nell’ombra la cittadina, il cui centro storico merita invece, e
ampiamente, di essere visitato. Dal massiccio Castello
Aragonese si apre, splendida, la vista sulla città e i
dintorni; il Duomo, edificato fra il XVII e il XVIII
secolo in stile barocco, con la sua maestosa cupola sovrasta il
centro cittadino e conserva al suo interno un bel crocifisso
ligneo del 1455, dipinto su entrambi i lati. Bello anche il
portale, che nelle colonne tortili dai capitelli corinzi e nelle
cornici lavorate che racchiudono l’iscrizione soprastante,
denuncia in pieno caratteri barocchi. Una visita merita anche la
seicentesca chiesa di San Rocco, che si affaccia sulla
bella piazza Garibaldi, cuore antico di Piazza Armerina, dove
svetta anche il palazzo di Città.
Il castello di Sperlinga
Sperlinga
deriva il nome dal latino spelunca, che significa ‘anfratto’.
Che il luogo avesse una naturale vocazione difensiva se ne
accorsero già i normanni, ma fu Federico II a trasformarlo in
caposaldo del suo sistema di controllo della Sicilia interna.
Nella roccia è stata ricavata la rampa a scalini che sale ripida
alla porta d’ingresso. Poi si attraversa un vestibolo
arrivando al cospetto di una seconda porta. Gli ambienti che
seguono formano un complesso di notevole articolazione, che
termina presso il piazzale dove sono i resti della chiesa di
San Luca. Il percorso termina nel giardino del Duca:
un terreno alberato, da dove una scala sale nella zona più alta
del castello, passando sotto un portale ogivale. Da qui il
panorama è a 360°.
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