Arte Siciliana
Conserve
Dolci
Ingrosso
Liquori
Miele
Olio
Panieri Risparmio
Vini
 

Cannoli Siciliani con buccia artigianale per te!

Siciliane alla ricotta, e favolose Marusche (o Cassatelle) con crema pasticcera ed al cioccolato. I dolci siciliani sono buoni, ma questi sono ancora più buoni!

 
Folklore, tradizioni, feste, cultura e ambiente nella Provincia di Trapani
 

 

• VIAGIANDO E CURIOSANDO

 

A metà maggio Marsala ricorda lo sbarco di Garibaldi in Sicilia con le Rappresentazioni Garibaldine. A Vita si celebra nel giorno dell’Ascensione la festa della Madonna di Tagliavia. I festeggiamenti iniziano con la messa solenne della mezzanotte del sabato, continuano con “la benedizione degli animali” all’alba della domenica e raggiungono il loro culmine con la cavalcata, la processione della sera con il carro dei “burgisi”, quello “del vino e delle olive” e quello del “pane”. La realizzazione di pani dalle più diverse forme è tipica di molte feste religiose siciliane, prima fra tutte quella di San Giuseppe. A Salemi la preparazione delle cene è lunga e laboriosa e il pane ne costituisce il cibo più importante: prende la forma di colomba, cavallo, sole, luna o si trasforma nei simboli della Passione. A Mozia si trova l’Efebo, rinvenuto in una delle tante campagne di scavo, a pochi minuti di barca dalle saline di Marsala. Tutta la provincia trapanese ha restituito reperti archeologici di grande valore e fascino, dal Satiro di Mazara del Vallo alle Teste Imperiali di Pantelleria.

 

 

Eventi in Sicilia

A Gennaio: ...Vedi

Concorso di idee

Crea il logo dell'ARAN SICILIA: ...Vedi

Stagione Teatrale Vittorio Emanuele di Messina ... Vedi

Presepe Monumentale di Caltagirone ... Vedi

Palermo, Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.

Ascolta le più belle canzoni del folklore siciliano:

Antipasti
Primi piatti
Secondi piatti
Contorni
Dolci
Pizze

   Agrigento
   Caltanissetta
   Catania
   Enna
   Messina
   Palermo
   Ragusa
   Siracusa
   Trapani

Webcam del vulcano Etna

 

Il Pistacchio di Bronte

 

Campagna di informazione sulla sicurezza alimentare

 

  TRAPANI: PROCESSIONE DEI MISTERI

I Misteri si ripetono ogni Venerdì Santo da quasi 400 anni. Si tratta di splendidi gruppi scultorei in legno e tela che raccontano le varie fasi della passione e della morte di Cristo. La processione si svolge dal venerdì pomeriggio alle prime ore del sabato, si snoda su un percorso di circa due chilometri e impegna l’intera città con grande ostentazione di ricchezza: i rappresentanti del ceto cui appartengono le opere scultoree indossano, infatti, eleganti abiti neri, le donne sfoggiano gioielli. Particolarmente suggestivo è anche l’addobbo delle statue con argenti, composizioni floreali elaborate e con un’illuminazione che fa risaltare i tratti del volto, scavato dal dolore e dalla sofferenza. Ognuno dei Misteri è portato a spalla da non meno di dieci uomini che conferiscono al gruppo un movimento cadenzato (annacàta), seguendo il ritmo della musica della banda. Le raffigurazioni dei Misteri sono custodite con cura nella chiesa barocca del Purgatorio, da dove prende avvio, puntuale ogni anno, la processione del Venerdì Santo.

 

Centro storico • Pasqua www.processionemisteritp.it

 

LUIGLIO MUSICALE TRAPANESE

Tra le manifestazioni siciliane più interessanti, il Luglio Musicale Trapanese ha una sua storia ormai consolidata nel tempo. La manifestazione venne istituita in seguito alla distruzione del Teatro Garibaldi, durante la seconda guerra monin cartellone saranno Un Ballo in Maschera di Verdi, e Cavalleria Rusticana di Mascagni.

Villa Margherita • luglio www.lugliomusicaletrapanese.it

 

CUSTONACE: PRESEPE VIVENTE

Custonaci è una cittadina nata gradatamente, per venire incontro alle esigenze dei pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna, ancora oggi importante luogo di culto e meta di processioni folkloriche. Nei pressi di Custonaci si può visitare la grotta di Scurati (o Mangiapane), dentro la quale esiste un vero e proprio villaggio, suggestiva testimonianza della vita contadina dell’agro ericino alla fine dell’Ottocento. Dal 1983, la grotta è diventata sede di un suggestivo Presepe Vivente. Si tratta di una iniziativa molto sentita dagli abitanti che contraddistingue fortemente l’identità della comunità. Il viaggiatore vive la propria esperienza a contatto con uno scenario unico, perfezionato di anno in anno. Accanto all’evento religioso della Natività sono sorte, infatti, rappresentazioni del lavoro artigiano e rurale che hanno dato vita, con gli anni, a una suggestiva messa in scena. Un evento reso caratteristico anche dalla presenza di suoni, odori e colori che ricostruiscono veri e propri spaccati di vita.

Grotta Mangiapane • Natale/Epifania www.mcsystem.it/presepe

 

• ERICE: SETTIMANA INTERNAZIONALE DI MUSICA SACRA E RINASCIMENTALE

Erice è un labirinto di stradine acciottolate, di stretti varchi e di case addossate le une alle altre. Arroccata sul monte che porta lo stesso nome, era nota nell’antichità per il suo tempio in cui i Fenici adoravano Astarte, i Greci Afrodite e i Romani Venere. Dal 4 all’11 settembre la cittadina ospita un appuntamento di prestigio: La Settimana Internazionale di Musica Medievale e Rinascimentale. Per l’occasione, le chiese – da San Martino a San Cataldo, da San Giuliano a San Giovanni Battista – diventano insieme cornice e palcoscenico di grandi artisti. Quest’anno il programma percorre tutto il Medioevo, fino alle soglie del Barocco. Il concerto di apertura, Legenda Aurea, è affidato all’ensemble “La Reverdie”, uno dei più affermati gruppi italiani di musica medievale. Tra gli altri titoli in programma, Veglie di Siena e Donne Barocche. Diverse chiese della città

Prima metà di settembre www.erice.net

 

• GIBELLINA: ORESTIADE

La Fondazione Orestiadi di Gibellina realizza e produce manifestazioni culturali, in programma da luglio a settembre, che spaziano dal teatro alle arti visive, dalla musica alla poesia. Il Festival del Teatro, la cui direzione artistica è stata affidata per il 2005 a Franco Scaldati, si è affermato negli anni per aver saputo coniugare memoria e sperimentazione attraverso il contributo di registi e attori provenienti da tutto il mondo e di spettacoli spesso in anteprima assoluta. Dal 1990, la manifestazione si è aperta anche ad altri campi artistici, come il cinema e la musica etnica, con particolare attenzione alla contaminazione tra i linguaggi e al mondo islamico e mediterraneo. È del 1996 l’istituzione del Museo delle Trame del Mediterraneo, che raccoglie nelle sue sale costumi, gioielli, tessuti, ceramiche e oggetti d’arte di popoli e culture dell’area mediterranea. Il museo/officina è l’approdo di anni di ricerche, incontri, dibattiti, studi e seminari promossi dalla Fondazione Orestiadi: è un’ idea-guida la cui forza risiede nel suo carattere processuale, interdisciplinare, transnazionale.

Ruderi di Gibellina • luglio-settembre www.fondazione.orestiadi.it

 

• SAN VITO LO CAPO: COUS COUS FEST

San Vito è una località turistica rinomata, apprezzata per le bellezze naturali e per le delizie culinarie. Quello con il Cous Cous Fest è un appuntamento che richiama visitatori da ogni parte d’Italia. Quest’anno, la manifestazione, giunta alla sua VII edizione, avrà luogo dal 20 al 25 settembre e non coinvolgerà soltanto i paesi del Mediterraneo. Il protagonista incontrastato è il cous cous e, più in generale, tutta la gastronomia siciliana e i suoi prodotti, primi fra tutti il vino e l’olio. I visitatori della rassegna potranno degustare i cous cous in gara, i dolci e le specialità tipiche trapanesi. Una giuria, invece, si occuperà della vera e propria competizione, premiando il miglior cous cous dell’anno. Il Cous Cous Fest ospita anche sezioni dedicate alla scuola di cucina e alle serate a tema con la cucina d’autore. Il Cous Cous Live Show, infine, porta ogni anno una ventata di musica fusion.

Via Savoia • 20-25 settembre www.sanvitolocapo.org www.sanvitocouscous.com

 

• SEGESTA: RAPPRESENTAZIONI CLASSICHE

La storia qui è di casa. L’antica Segesta, fondata probabilmente dagli Elimi, era una delle principali città del bacino mediterraneo di influenza ellenistica e la più grande rivale di Selinunte. Nella sua solitaria imponenza, il tempio di Segesta è assai ben conservato e regala un impatto di grande suggestione; appena più su, il teatro antico ormai da molti anni ospita, nei mesi di luglio e agosto, le rappresentazioni estive tratte dai testi di grandi autori greci e latini. Dal 1998, il cartellone si è aperto anche al teatro contemporaneo, alla satira, alla musica e alla danza per venire incontro alle esigenze di un pubblico di estimatori sempre più vasto. Le rappresentazioni sono rese più accattivanti dallo splendido paesaggio naturale in cui è completamente immerso il sito archeologico. Di fondamentale importanza è la luce, che all’alba e al crepuscolo dà alla scena un suggestivo colore rosa pallido. Per goderne appieno anche nelle prime ore del giorno, da qualche anno sono nate le “Albe teatrali”, appuntamenti alle 5 del mattino, all’alba appunto, con il teatro e la poesia.

 

Teatro Antico • luglio-agosto www.calatafimisegesta.com

 

QUATTRO PASSI IN PROVINCIA

Trapani, cuore marinaro

Trapani è situata nella parte ovest della Sicilia, su una lingua di terra che si protende verso il mare. Proprio qui, sull’estrema propaggine occidentale, si trova la Torre di Ligny, costruita nel 1671 come parte del sistema di avvistamento e difesa costiera; oggi è sede del Museo di Preistoria. Poco lontano sono il porto peschereccio, Villino Nasi e l’ex Lazzaretto, nelle cui vicinanze si trova anche uno dei simboli cittadini, le Isole Colombaia. Addentrandosi nel centro storico, molti degli edifici più rilevanti si affacciano su corso Vittorio Emanuele, via Torrearsa e via Garibaldi: fra questi la Cattedrale di San Lorenzo, dov’è conservata una Crocifissione attribuita a Van Dyck, il barocco palazzo Cavarretta, la chiesa di Sant’Agostino e quella di Santa Maria del Gesù. In zona si trova anche la chiesa del Purgatorio, eretta nel 1683. Corso Italia conduce nell’antico ghetto, abitato dalla comunità ebraica fino al XV secolo, dove l’edificio principale è il cinquecentesco palazzo della Giudecca. Poco più a nord si trova la chiesa di San Domenico con l’annesso chiostro dei domenicani. In posizione decentrata sorge invece il santuario dell’Annunziata (XIV-XVIII secolo), forse il principale monumento della città; sulla sua facciata spiccano un grandioso rosone e il portale goticonormanno, affiancato dal poderoso campanile barocco.

 

Le grotte e il marmo di Custonaci

Custonaci è un centro agricolo dove l’estrazione e la lavorazione del marmo costituiscono la principale attività economica. Nel suo territorio, che comprende anche l’alta vetta del monte Sparagio, sono disseminate diverse grotte, interessanti sotto il profilo geologico e paleontologico: tra queste la Grotta Mangiapane, di formazione sia carsica sia marina. La progettazione dell’insediamento urbano risale al XVIII secolo, quando il paese sorse intorno al preesistente santuario della Madonna di Custonaci, meta di pellegrinaggi già nel XIV secolo; la chiesa fu costruita nell’arco di più epoche, il che spiega la coesistenza di diversi stili architettonici. L’immagine della Madonna è raffigurata in una bella tavola cinquecentesca attribuita a fra’ Ludovico Zichichi. Molto suggestivi anche i numerosi bagli, aggregati abitativi destinati ad accogliere i lavoratori delle aziende agricole e caratterizzati da un cortile interno di forma quadrangolare; il baglio Cofano e quello della Grotta Mangiapane rappresentano una variante, poiché caratterizzati da più cortili comunicanti tra loro e delimitati da muretti bassi a secco.

 

Il mito di Erice

La storia di Erice è legata ai miti di eroi e divinità, dal presunto fondatore Erice alla madre Venere, fino a Enea ed Eracle. Curiose letture simboliche sono state fatte anche della sua pianta urbana, perfettamente triangolare: all’interno di una poderosa cinta muraria, il borgo medievale si dipana in un intrico di vicoli acciottolati nei quali si aprono varchi e cortili fioriti, creando uno scenario di grande interesse storico-artistico, immutato da secoli. Il centro del triangolo è occupato dalla chiesa di San Pietro, con l’annesso monastero, dove ha sede il centro culturale Ettore Majorana, sede ogni anno di un importante convegno scientifico internazionale. Nel palazzo Municipale, il Museo Cordici espone reperti archeologici provenienti dalla necropoli ericina, fra i quali primeggia una testa di Afrodite del IV secolo a.C. Il principale edificio religioso è la trecentesca chiesa Matrice, presso la quale si innalza, isolata, la torre campanaria risalente allo stesso periodo. All’interno del giardino del Balio svetta il Castello Pepoli, mentre la rocca sull’estrema punta a sud-est è sormontata dal Castello di Venere, costruito fra il XII e il XIII secolo sul sito dell’antico tempio di Venere Ericina.

 

Gibellina, arte a cielo aperto

Nella notte fra il 14 e il 15 gennaio 1968 Gibellina viene completamente distrutta dal terremoto che devasta la zona del Bèlice. Dopo l’odissea della ricostruzione, la nuova città sorge oggi in un’area pianeggiante a 18 km dal vecchio paese, concepita come una testimonianza vivente della tragedia di questa terra. È una città museo, una celebrazione del moderno cui importanti artisti hanno partecipato con il loro contributo di idee e progetti, per donare un nuovo inizio a Gibellina e alla sua gente. Sulla sua pianta ellittica le strade corrono ampie, marcando le distanze che separano le abitazioni e rendendo possibile il dispiegarsi di grandi spazi aperti. Simbolo del paese è la gigantesca stella in pietra realizzata da Pietro Consagra; molte altre sono comunque le opere donate da artisti siciliani e non, tanto da aver creato in poco tempo l’unica collezione d’arte contemporanea in tutta la Sicilia. Le stesse macerie della città vecchia sono divenute una scultura: i cosiddetti Ruderi di Gibellina sono stati infatti coperti da Alberto Burri con una colata di cemento, un manto steso sul fianco della montagna e che scolpisce il paesaggio, a simbolo della pietà umana di fronte alla catastrofe.

 

San Vito lo Capo e i Saraceni

San Vito lo Capo occupa un promontorio nord-occidentale della Sicilia che separa il golfo di Castellammare dalla costa di Trapani, vicino alle Riserve Naturali dello Zingaro a ovest e di Monte Cofano a est. Sede di una tonnara non più attiva dal Seicento, è un antico borgo marinaro già molto importante in epoca romana – ne rimane testimonianza nelle vasche per la piscicoltura, i cui resti si trovano nei pressi della tonnara di San Vito – e che preserva intatta una chiara impronta araba. Ma è anche la città del cous cous, piatto della pace e simbolo di integrazione fra popoli e culture diverse. Il suo mare turchese si è guadagnato più volte la Bandiera Blu d’Europa per la qualità delle acque e la sua spiaggia bianchissima è considerata fra le più belle della Penisola. L’abitato di San Vito nasce nelle vicinanze del Santuario dedicato al santo mazarese, una fortezza saracena il cui nucleo originario risale al XIII secolo e intorno alla quale le prime abitazioni iniziarono a comparire all’inizio del XVIII secolo. Di stile arabo-normanno è anche il tempietto di Santa Crescenza, la cui figura è legata a quella del patrono del paese.

 

Il mistero del Tempio di Segesta

Lo spettacolo che si presenta agli occhi di chi ha la fortuna di arrivare a Segesta nei mesi primaverili è tale da togliere il respiro: incastonata nel verde che ricopre una delle numerose alture a sudovest di Palermo, si erge la mole del Tempio, uno dei più importanti e meglio conservati giunti fino a noi. Il peristilio si compone di 36 colonne calcaree senza scanalature ed è privo di indizi che lo possano far ricondurre al culto di una particolare divinità: tutto ciò fa sì che sull’origine e la funzione di questo edificio, risalente al 430 a.C. e lasciato incompiuto, gli studiosi discutano ancora. La strada che, erta, sale al Teatro, altro elemento fondamentale del Parco Archeologico di Segesta, riserva ulteriori, splendide vedute del tempio. Il cammino ha termine in una spianata, dalla quale si accede alle gradinate superiori del Teatro, affacciata come un belvedere sull’emiciclo di 63 m di diametro; insolito è l’orientamento verso nord, probabilmente dovuto alla volontà di far godere agli spettatori il panorama sulle colline e sul mare in lontananza. Pochi sono i resti che rimangono della scena, un tempo arricchita di pilastri e colonne. Completata l’opera di restauro e consolidamento, il Teatro ha oggi ritrovato la sua antica funzione.

 

La Riserva Naturale dello Zingaro

È la prima Riserva Naturale istituita in Sicilia: 7 km di costa affacciata su un mare limpidissimo, sovrastata da un ampio tratto di rocce calcaree dolomitiche. È percorribile solo a piedi attraverso un viottolo scavato nella montagna, al quale si accede poco dopo aver superato la località di Scopello. Oltre che per le numerose calette e spiagge, la riserva è importante per la presenza di piante rare ed endemiche (sono oltre 700 le specie catalogate) e per la notevole varietà faunistica (nell’area nidificano ben trentanove specie di uccelli, tra cui il falco pellegrino, la poiana, il gheppio e il rarissimo uccello delle tempeste). Interessanti anche le tracce lasciate dall’uomo, come la Grotta dell’Uzzo, la Torre dell’Impisio e la Tonnarella dell’Uzzo.